Bonifica da ordigni esplosivi: cosa sappiamo
Recentemente, un articolo di cronaca ha riportato alla luce un evento allarmante: nell’eseguire i lavori di ristrutturazione in una vecchia fabbrica dismessa, i dipendenti hanno scoperto un ordigno bellico risalente alla Seconda Guerra Mondiale. La situazione ha richiesto l’intervento immediato degli specialisti nella bonifica da ordigni esplosivi. Quanto avvenuto lascia intendere come la tematica sia non solo attuale, ma anche concreta e pericolosa. L’episodio è emblematico di una realtà che coinvolge molteplici aree urbane e rurali in Europa, in cui il terreno è spesso insidiosamente contaminato da ordigni inesplosi, quel che si è ereditato da conflitti passati.
La bonifica da ordigni esplosivi è un argomento che dovrebbe interessare tutti noi per diverse ragioni. Prima di tutto, la sicurezza pubblica è in gioco; ogni anno si registrano incidenti che coinvolgono ordigni bellici che vengono accidentalmente scoperti. Inoltre, la bonifica sarà immancabile per l’uso e lo sviluppo delle aree abbandonate, così da destinarle a divenire spazi pubblici o nuovi progetti abitativi. Il processo di bonifica è un investimento che s’avverte in termini economici, ma anche in termini di risorse e competenze tecniche.

Nella nostra trattazione, i lettori disporranno dell’opportunità d’approfondire il tema della bonifica da ordigni esplosivi, a comprensione delle tecnologie e delle metodologie impiegate a identificare e rimuovere detti pericoli. Scopriremo insieme quali misure possono essere adottate per garantire un intervento efficace e sicuro.
Qualifichiamo gli ordigni esplosivi
Gli ordigni esplosivi sono dispositivi progettati appunto per esplodere, e quindi arrecare danni a persone, edifici e infrastrutture. Si dividono in più tipologie, ciascuna con caratteristiche e impieghi specifici.
Le mine sono ordigni esplosivi progettati per attivarsi al passaggio di un individuo o un veicolo. Possono essere superficiali o sepolte e vengono utilizzate prevalentemente in contesti di conflitto per ostacolare movimenti nemici. Le mine antiuomo, in particolare, hanno sollevato importanti preoccupazioni etiche e umanitarie a causa dell’indiscriminata capacità di colpire civili.
Le bombe abbandonate, conosciute anche come “bombe non esplose“, sono ordigni che non sono detonati al momento dell’utilizzo o che sono stati lasciati nel teatro di guerra. Tali dispositivi possono rimanere pericolosi anche per molti anni.
Gli ordigni inesplosi, invece, comprendono munizioni e ordigni che non hanno detonano e possono essere trovati in zone di conflitto a lungo termine. Per far fronte alla problematica da essi apportata, servono processi di bonifica accurati, onde proteggere le comunità dall’eventualità d’esplosioni accidentali.
L’uso di ordigni esplosivi ha radici storiche antiche, ma il loro impiego in conflitti moderni è aumentato di parecchio nel corso del ventesimo secolo, specie nel corso delle guerre mondiali e conflitti successivi. La progettazione degli ordigni, tra l’altro, è divenuta sempre più sofisticata nel tempo, ponendo sfide notevoli per la sicurezza, la legge internazionale e i diritti umani. Le operazioni di sminamento si sono in tal modo elevate al valore d’importante priorità per molte nazioni e organizzazioni internazionali.
La contaminazione da ordigni esplosivi
Secondo il Rapport di Landmine Monitor 2021, circa 60 paesi e territori nel mondo sono ancora afflitti dalla presenza di mine terrestri e ordigni inesplosi, con circa 110 milioni di mine attualmente stimate nel suolo. Le statistiche indicano che nel 2019 ci sono stati più di 5.500 incidenti dovuti a ordigni esplosivi, con un numero di vittime superiore a 7.200, la maggior parte delle quali sono civili.

L’impatto di questa contaminazione sulle comunità è davvero devastante, come si vede dalle cifre. In molte regioni, le famiglie sono costrette a rinunciare a terre agricole e risorse vitali, con un accesso pregiudicato a cibo e acqua. In Cambogia, ad esempio, dove il conflitto con i Khmer Rossi ha lasciato in eredità un terreno disseminato di mine, le comunità rurali faticano a ricostruire una vita quotidiana. In aggiunta, la paura delle esplosioni accidentali causa una paralisi sociale ed economica: le persone evitano di coltivare la terra o di raccogliere legname, attività alla base della sussistenza di quelle popolazioni. Inoltre, le mine colpiscono con una certa frequenza anche i bambini, che spesso sono incuriositi da oggetti sconosciuti ma mortali, con conseguenze devastanti a livello fisico, ma altresì psicologico.
Dal punto di vista ecologico, la presenza d’ordigni esplosivi è un danno di peso anche per l’ambiente. Le aree contaminate vengono poi chiuse all’accesso, con la conseguenza d’una stagnazione ecologica. La flora e la fauna, che in passato prosperavano, subiscono un declino. In alcuni casi, gli ordigni esplosivi contaminano le risorse idriche locali, con la creazione di rischi per la salute pubblica. Come se non bastasse, le esplosioni possono disperdere sostanze chimiche tossiche nel suolo e nelle acque superficiali, a danno avvertito per gli ecosistemi circostanti e con una deteriorata qualità dell’acqua.
Le conseguenze della contaminazione da ordigni esplosivi s’estendono dunque anche oltre le vittime fisiche: impattano sull’intero tessuto sociale ed economico delle comunità e danneggiano irreparabilmente l’ambiente, venendo in essere una spirale di povertà e vulnerabilità suscettibile di durare decenni. Serve allora un impegno globale per sminamento, e altresì per la sensibilizzazione sul tema, di modo da ripristinare la sicurezza e generare un futuro sostenibile per le popolazioni colpite. Vi è anche da considerare come la problematica sia avvertita anche in Europa, dove vengono rinvenuti ordigni inesplosi, in particolare giacenti dalla seconda guerra mondiale, e neppure l’Italia, purtroppo, ne è esente.
Cosa comporta una bonifica da ordigni
La bonifica da ordigni esplosivi residuati bellici (UXO) comporta una serie di fasi meticolose, aventi la funzionalità d’identificare, disinnescare e rimuovere i materiali pericolosi.
Processo di bonifica
Il processo di bonifica comprende le fasi che vediamo schematizzate nell’elencazione sottostante.
1. Sopralluogo. È una fase preliminare che prevede l’ispezione visiva e la raccolta d’informazioni storiche sull’area. Gli esperti valutano il contesto geopolitico e militare, nonché eventuali rapporti sugli esplosivi rinvenuti. Il sopralluogo può anche avvalersi d’interviste con residenti locali in maniera tale da raccogliere dettagli su esplosioni passate o segnalazioni d’ordigni.
2. Mappatura. Successivamente, viene eseguita una mappatura dettagliata dell’area d’intervento. Mediante sfruttamento di tecnologie geospaziali, gli operatori marcano aree sospette e definiscono le perimetrazioni necessarie alle operazioni di bonifica.
3. Disinnesco e rimozione. Identificati gli ordigni, si procede al disinnesco. È un passaggio che, per essere eseguito, servono competenze specializzate, siccome urge neutralizzare i dispositivi senza attivarli. In caso di dispositivi pericolosi, può essere necessario rimuoverli in condizioni controllate e sicure.
Tecnologie e metodi
La bonifica da ordigni ha visto dei progressi tecnologici con il passare degli anni. Tra le innovazioni più rilevanti ci sono:
– Droni. Impiegati nelle indagini aeree delle aree sospette, i droni possono mappare e identificare oggetti per mezzo di strumenti di imaging avanzati. Forniscono una panoramica senza l’intervento umano diretto in zone ad alto rischio.
– Robot. I robot per l’ispezione e il disinnesco degli ordigni sono progettati per operare in situazioni pericolose. L’azione robotica può manipolare, sollevare e disinnescare ordigni evitando agli operatori di rischiare.
– Sonar e georadar. Sono tecnologie ideate per rilevare oggetti sepolti nel sottosuolo, per una localizzazione più precisa degli ordigni in vari contesti, sia terrestri che marini.

Sicurezza e protocolli
La sicurezza è una priorità assoluta durante le operazioni di bonifica. I protocolli di sicurezza includono gli aspetti che ci apprestiamo a descrivere qui di seguito.
– Area d’esclusione. Si stabiliscono zone di sicurezza attorno all’area di bonifica in maniera da vietare l’accesso a personale non autorizzato durante le operazioni.
– Formazione. Gli operatori devono ricevere formazione specialistica concernente i rischi connessi e le tecniche di bonifica.
– Piani d’emergenza. Devono essere predisposti piani dettagliati per gestire eventuali incidenti o esplosioni accidentali, onde dar luogo a interventi rapidi e coordinati.
Passando per un approccio sistematico e il ricorso a tecnologie moderne, la bonifica da ordigni fa in modo di restituire terreni e spazi all’uso civile.
Conosciamo la figura dei professionisti della bonifica
I professionisti della bonifica sono figure marcatamente specializzate coinvolte nella rimozione, gestione e decontaminazione di materie pericolose, inclusi rifiuti tossici, contaminazioni ambientali e ordigni esplosivi. Le operazioni attinenti sono fondamentali nel raggiungimento della sicurezza pubblica e della salvaguardia ambientale.
Tra le figure professionali impegnate nei processi vi sono ingegneri ambientali, che progettano e supervisionano interventi di bonifica; scienziati chimici e biologi, che analizzano i contaminanti e valutano l’impatto ambientale; e operatori di EOD (Explosive Ordnance Disposal), la cui opera è indirizzata alla gestione e al disinnesco d’ordigni esplosivi. Ulteriori figure possono esser rinvenute nei tecnici di laboratorio, esperti in salute e sicurezza sul lavoro, e specialisti in gestione dei rifiuti.
La formazione dei professionisti è rigorosa e multidisciplinare. Gli ingegneri sono dotati di una laurea in ingegneria ambientale, chimica o similare, spesso seguita da master e corsi di specializzazione. Scienziati, come chimici o biologi, devono avere una solida formazione accademica in scienze naturali, con particolare attenzione all’analisi dei contaminanti. Gli operatori di EOD, dal proprio canto, completano corsi specifici di formazione militare o civile per apprendere le tecniche di gestione degli esplosivi.
In aggiunta alle competenze tecniche, è cruciale sviluppare abilità in problem solving, lavoro di squadra e comunicazione, dato che la bonifica è spesso una task complessa a richiesta di coordinamento tra diverse discipline e agenzie. La continua formazione e aggiornamento sulle normative ambientali e di sicurezza è all’ordine del giorno per operare in un settore in costante evoluzione.
Normative e politiche internazionali
La bonifica da ordigni esplosivi, in particolar modo nei contesti post-conflitto, è regolamentata da un insieme di normative e politiche internazionali. Le normative in oggetto mirano ad assicurare la sicurezza, proteggere i civili e facilitare la ricostruzione e il ritorno alla normalità.

1. Convenzione di Ottawa (1997)
Uno dei principali strumenti internazionali per affrontare le conseguenze degli ordigni esplosivi è la Convenzione sulle mine antiuomo, nota come Convenzione di Ottawa. Il predetto trattato vieta l’uso, la produzione, il trasferimento e lo stoccaggio delle mine antiuomo e obbliga gli Stati firmatari a bonificare le aree contaminate e a fornire assistenza alle vittime.
2. Convenzione sulle munizioni cluster (2008)
La Convenzione sulle munizioni a grappolo ha costituito un altro passaggio concreto nella regolamentazione degli ordigni esplosivi. Abbiamo di fronte un trattato stabilente un divieto sull’uso, la produzione, e il trasferimento di munizioni a grappolo, a riconoscimento dei rischi che queste rappresentano per i civili. Gli Stati sono obbligati a completare le operazioni di bonifica in territori contaminati entro determinati lassi temporali.
3. Direttive dell’UNMAS
L’United Nations Mine Action Service (UNMAS) è l’agenzia delle Nazioni Unite responsabile della coordinazione della risposta internazionale alla minaccia rappresentata da ordigni esplosivi. UNMAS sviluppa linee guida e protocolli di bonifica, di modo che le operazioni avvengano in modalità sicura, efficaci e rispettose dei diritti umani.
4. Standard internazionali di bonifica
Sussistono al riguardo anche standard internazionali, come quelli formulati dall’International Mine Action Standards (IMAS), che forniscono un quadro dettagliato su come devono essere condotte le operazioni di bonifica. Gli standard considerati sono comprensivi di procedure per la valutazione del rischio, la mappatura delle aree contaminate e le tecniche di bonifica.
5. Collaborazioni e assistenza
In aggiunta alle normative elencate ed esplicate, la comunità internazionale si è impegnata a collaborare con gli Stati colpiti da conflitti per la via dell’assistenza tecnica e finanziaria. Organizzazioni non governative e agenzie internazionali giocano un ruolo di primo piano nella formazione del personale locale e nella fornitura d’attrezzature necessarie alla bonifica.
Valutare a chi affidarsi vista la delicatezza delle operazioni
Le operazioni di bonifica da ordigni esplosivi controllati richiedono, come abbiamo avuto modo di constatare, competenze specializzate, formazione adeguata e attrezzature all’avanguardia. Affidarsi a professionisti non qualificati è fonte do grave rischio per la vita umana e l’incolumità pubblica. Per contro, è indispensabile la scelta di aziende che possiedano una comprovata esperienza nel settore.
In questo contesto, BSG SRLS si qualifica come un’opzione valida e affidabile per le operazioni di bonifica. Con un personale esperto fortemente qualificato, l’azienda può gestire ogni fase del processo, dalla pianificazione e valutazione del rischio fino all’effettiva rimozione degli ordigni. La scelta di BSG SRLS fa sì, del resto, che tutte le operazioni vengano eseguite nel massimo rispetto delle normative di sicurezza, con implementazione di strumentazione tecnica di precisione che renda risultati ottimali.
BSG SRLS dà poi la possibilità di richiedere preventivi senza impegno, e i clienti possono liberamente valutare costi e servizi in maniera trasparente. La combinazione d’expertise, tecnologia avanzata e un approccio orientato al cliente fa di quest’azienda una scelta d’eccellente per chiunque, persone o aziende, abbia bisogno d’operazioni di bonifica. Non si tratta di un compito da prendere alla leggera, e scegliere un partner competente come BSG SRLS può fare la differenza tra un intervento sicuro e uno potenzialmente fatale.