Intervista alla dott.ssa Natalina Gatti, commercialista esperta in startup e PMI innovative

Intervista alla dott.ssa Natalina Gatti, commercialista esperta in startup e PMI innovative
Il credito di imposta beni strumentali 2021, agevolazione prevista dalla recente Legge di Bilancio, può essere richiesta dagli imprenditori secondo alcuni criteri. La dottoressa Natalina Gatti, commercialista esperta in startup innovative e PMI, spiega in questa intervista quali sono i punti fondamentali a cui prestare attenzione.

Gentile dott.ssa Natalina Gatti, continuiamo ad approfondire il credito d’imposta beni strumentali 2021. Ci spiega qual è l’ambito temporale del credito d’imposta beni strumentali 2021

Per poter usufruire del credito d’imposta beni strumentali 2021 il periodo di tempo va dal 16 novembre 2020  fino al 31 dicembre 2022. L’ambito temporale si amplia fino alla data del 31 dicembre 2022 purché l’ordine sia stato già accettato dal venditore e sia stato versato almeno il 20 per cento del costo di acquisizione del bene.
É bene sapere che le condizioni del credito d’imposta possono variare in base ai soggetti beneficiari e al tipo d’investimento. Per questo, è meglio affidarsi a un professionista esperto.

Quali sono i beni espressamente esclusi dal credito d’imposta beni strumentali 2021

Anche se il credito d’imposta beni strumentali 2021 ha un ampio ambito di applicazione e si riferisce principalmente ai beni inerenti l’attività d’impresa, bisogna tener presente che alcuni beni sono esclusi da questa agevolazione.
In particolare, veicoli e gli altri strumenti di trasporto indicati all’art. 164 co. 1 del TIUR, beni con un coefficiente di ammortamento minore del 6,5%, fabbricati e costruzioni e altre tipologie di beni, il cui elenco si trova nell’allegato 3 alla L. 208/2015, sono da ritenersi esclusi dal credito d’imposta.

Ci spiega  l’importanza dell’annotazione in fattura per ottenere il credito d’imposta beni strumentali 2021

É molto importante prestare attenzione all’annotazione in fattura per usufruire di questa agevolazione. Infatti, le fatture relative all’acquisto dei beni devono riportare un’apposita dicitura: “Bene destinatario delle agevolazioni di cui all’art. 1, commi da 1501 a 1063, della legge 30 dicembre 2020, n. 178”.
Anche se è stato acquistato un bene, ma non c’è questa specifica nella fattura, la normativa permette di sanare la situazione secondo quando stabilito dall’Agenzia dell’Entrate.In pratica, basta che sia presente, anche successivamente, il riferimento alle disposizioni agevolative. Nel caso di acquisto già effettuato, quindi, questo può essere aggiunto con un timbro indelebile, se si tratta di una fattura cartacea o di un documento stampato, o allegando una nota integrativa da conservare insieme al documento, anche in formato digitale.

Ci spiega quando servono la perizia asseverata o l’attestato di conformità?

In realtà, il consiglio è quello di allegare sempre una perizia asseverata, seppur facoltativa, quando si richiede l’agevolazione credito d’imposta beni strumentali 2021. Infatti, si tratta di un atto notorio di alto contenuto tecnico che va a spiegare che, effettivamente, i beni strumentali acquisiti, siano in linea con l’attività imprenditoriale e, quindi, agevolabili tramite il credito d’imposta.

La perizia tecnica asseverata deve essere redatto esclusivamente da una figura professionale come un ingegnere o da un perito industriale, regolarmente iscritti nei rispettivi albi professionali. In alternativa, è possibile presentare l’attestato di conformità che, invece, viene emesso da un ente di certificazione accreditato con la stessa finalità.

Per maggiori informazioni, consulta la guida sul credito d’imposta beni strumentali 2021

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Federico

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