Offerta speciale Amarone: lo scandalo della Valpolicella

Offerta speciale Amarone: lo scandalo della Valpolicella

Andrea Sartori, presidente del Consorzio tutela vini della Valpolicella, si è espresso diverse volte nelle ultime settimane riguardo al caso che ha coinvolto Aldi, nota catena di supermercati tedesca che da alcuni anni opera anche del Nord Italia, e i produttori della Amarone della Valpolicella, uno dei vini più conosciuti e apprezzati del nostro paese.

Il mercato dei vini, così come qualsiasi altro settore della nostra economia, è stato influenzato dall’avvento del nuovo coronavirus e dall’emergenza che ne è seguita. Alcuni vini, come appunto l’Amarone della Valpolicella prodotto nel cuore del Veneto, hanno visto le loro vendite diminuire come ha confermato lo stesso Andrea Sartori. Una diminuzione che non preoccupa più di tanto chi lavora nel settore in quanto non si tratta di un vero e proprio crollo, inoltre tutti i settori hanno comunque risentito dell’emergenza che ha coinvolto tutti noi.

La produzione dell’Amarone della Valpolicella coinvolge circa 300 cantine che producono 15 milioni di bottiglie all’anno. Molto probabilmente questo dato subirà una lieve inflessione per quanto riguarda l’annata in corso proprio a causa dei motivi sopra elencati. Negli ultimi anni la produzione, le vendite e l’export di vini italiani sono cresciute costantemente, nel corso del 2019 le vendite di vini italiani in termini economici sono cresciute del 3,4% rispetto all’anno precedente e a livello quantitativo è stato venduto il 10% di vino in più. In ambito europeo i paesi che acquistano più vini dall’Italia sono la Francia e la Germania. I dati relativi al caso specifico dell’Amarone della Valpolicella confermano questo trend: le vendite sono aumentate del 4% in territori esteri e del 6,8% nei confini nazionali.

Negli ultimi mesi c’è stato un braccio di ferro tra Aldi, una catena di supermercati che opera prevalentemente all’estero, ed alcune aziende produttrici dell’Amarone. Vista la diminuzione nella domanda di questo ed altri vini, la catena di supermercati Aldi ha tentato di abbassare quanto più possibile il prezzo dell’Amarone sugli scaffali in modo da provocare un nuovo aumento della domanda.

Le modalità con cui è stata condotta la faccenda ed i prezzi estremamente bassi hanno sollevato una serie di polemiche e Andrea Sartori si è fatto portavoce di queste lamentele. Sul sito internet della catena di supermercati Aldi, infatti, l’Amarone della Valpolicella si poteva acquistare, in un primo momento, a €13,99, un prezzo comunque molto inferiore alla media. Dopo la crisi provocata dal lockdown e dal conseguente blocco delle attività, Aldi ha convinto alcune aziende produttrici ad abbassare il prezzo a €7,29. Un prezzo molto inferiore rispetto alla norma, tanto da suscitare una serie di polemiche. In una recente intervista, Andrea Sartori non ha usato mezzi termini per descrivere la faccenda:

“L’assurdità è che i due produttori che hanno ceduto alle lusinghe della catena di supermercati, sono membri del consiglio di amministrazione del Consorzio. La grande distribuzione ragiona su grandi numeri e su “piccoli” prezzi. Ma i produttori di un vino esclusivo, di un prodotto di nicchia come l’Amarone dovrebbero andare nella direzione opposta. In quanto presidente del Consorzio tutela vini della Valpolicella mi sento offeso, svalutato ed umiliato di fronte a questa situazione.”

L’Amarone della Valpolicella è uno dei vini più apprezzati e conosciuti in Italia e nel resto del mondo. Il suo prezzo, così come quello di tutte le bottiglie di vino, è piuttosto variabile ma, mediamente, una bottiglia di Amarone della Valpolicella dovrebbe costare intorno ai 20/25 euro sugli scaffali di un supermercato, non meno di 40 euro se viene acquistata in un ristorante. Una situazione simile si è verificata anche con il Valpolicella Ripasso, il cui prezzo è sceso fino ai 4,50 euro sugli scaffali di Aldi.

Molte aziende produttrici dell’Amarone della Valpolicella e di altre tipologie di vino non sono riuscite a controbattere alle richieste di Aldi. Le piccole cantine, infatti, hanno sofferto molto più delle grandi la situazione che si è venuta a creare negli ultimi mesi. Sebbene gli italiani abbiano dimostrato di non voler rinunciare al piacere del vino, le piccole cantine che producono vini di qualità come l’Amarone della Valpolicella hanno accusato il colpo. Questo vino, infatti, richiede oltre 3 anni per essere prodotto, non costa poco e, tendenzialmente, viene consumato in occasioni speciali come eventi, spettacoli e celebrazioni, occasioni che sono mancate in questi ultimi mesi.

Spinti dal calo delle vendite, dal calo delle entrate e dalle richieste di Aldi, alcuni produttori hanno accettato la proposta nel tentativo di provare a limitare i danni, ma tutto ciò non è stato visto di buon occhio da Andrea Sartori e dalla maggior parte dei produttori che, come già detto precedentemente, si sono sentiti offesi dal vedere uno dei prodotti più apprezzati del nostro paese essere così svenduto.

Questo periodo, come hanno confermato diversi personaggi di spicco che lavorano nel settore, ha costretto le cantine italiane a reinventarsi e a modificare alcuni aspetti delle loro attività nel tentativo di limitare i danni e ripartire in modo quanto più veloce possibile. Una delle strade che hanno seguito alcune cantine, come Accordini Igino, una delle più note e storiche aziende che operano nel territorio della Valpolicella, è stata quella del servizio a domicilio.

Il delivery di cibo esiste da sempre e negli ultimi anni, grazie ad applicazioni come JustEat o Glovo, è cresciuto esponenzialmente tanto che ormai, soprattutto delle grandi città, è una consuetudine ordinare tramite internet il proprio pasto preferito e riceverlo in pochi minuti direttamente a casa. Accordini Igino ha provato ad applicare questo servizio anche alla vendita dei migliori vini prodotti dall’azienda con ottimi risultati. Per maggiori informazioni sui servizi di Winelivery (consegna a domicilio di vino) e sulle degustazioni proposte da Accordini Igino vi rimandiamo direttamente al loro sito o alla loro pagina TripAdvisor.

Guido Accordini già in passato aveva introdotto all’interno della sua azienda delle novità per l’intero settore. Guido Accordini, attuale direttore dell’azienda Accordini Igino, ebbe l’illuminazione di puntare forte sul mercato del Medio Oriente prima e sulla Cina poi, una scelta sicuramente azzeccata e conveniente se valutata a posteriori. Prima dell’emergenza provocata dal coronavirus le esportazioni di vini dalla Valpolicella al Medio Oriente crescevano di mese in mese, mentre gli affari con la Cina erano consolidati e redditizi.

Chi lavora nel settore rimane comunque ottimista sul futuro. Una volta passati questi mesi le esportazioni dovrebbero tornare a crescere e i vini della Valpolicella torneranno ad essere gustati in Medio Oriente e anche in Cina che, attualmente, vanta il mercato di vini più grande al mondo. Un altro aspetto che permette agli addetti al settore di essere ottimisti è il fatto che le operazioni di legate alla coltivazione della vigna e alla produzione del vino hanno risentito solo in parte della crisi. La quantità di Amarone della Valpolicella prodotta a fine anno sarà molto simile a quella prodotta negli altri anni e questo fa ben sperare in chiave futura.

Per quanto riguarda l’immediato futuro la situazione è meno rosea considerando che a causa dell’emergenza sono stati annullati tutti i principali eventi su scala globale, come il VinItaly di Verona o il VinExpo di Hong Kong, e che il settore dei trasporti ha subito un drastico arresto nei mesi appena trascorsi.

Federico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.