Quanto è alto Adolf Hitler

Quanto è alto Adolf Hitler

Adolf Hitler è stato un uomo politico austriaco, fondatore del nazionalsocialismo. Cancelliere del Reich dal 1933, fu un dittatore (soprannominato Furher) nella Germania del 1934 fin al 1945.

Quanto è alto Adolf Hitler

Come tutti i dittatori, Hitler era affetto da delirio di onnipotenza ed era determinato a distribuire un’immagine di se che fosse quella di un uomo invincibile. Il suo obbiettivo era quello di ottenere il potere tramite una politica del terrore, quindi era importante che anche il suo aspetto fosse in grado di incutere timore e indurre alla sottomissione. Tutti lo ricordiamo per il suo baffetto rettangolare e le sue pose dallo sguardo fisso e inquietante. Sebbene le foto ingannino, l’altezza del dittatore non era un punto a suo favore. Il Furher non era infatti uno stangone, se vi state chiedendo quanto fosse alto Adolf Hitler la risposta è 1 metro e 75 centimetri.

Il suo nome è tutt’ora associato a uno dei periodi più bui della storia, ossia quello caratterizzato dall’Olocausto (termine coniato dall’ebreo polacco Paphael Lemkin nel 1944). Hitler è stato infatti responsabile della morte di milioni di persone, tutto in nome della sua politica razziale che vedeva la razza ariana (ossia un immaginario raggruppamento razziale usato per descrivere le popolazioni di origine europea e dell’Asia occidentale) come la stirpe suprema. La sua politica di discriminazione e sterminio si scagliava contro vari gruppi etnici, politici e sociali quali popolazioni slave, etnie rom, omosessuali, oppositori politici, disabili fisici e mentali, ma sopra a tutti contro la popolazione ebraica. Era il 1941 quando Hitler dette il via alla “soluzione finale” che portò alla conseguente deportazione e uccisione di milioni di Ebrei nei campi di sterminio.

E’ il 20 Aprile del 1945 quando Hitler si suicida nel suo bunker attorno alle 15,30, ormai rassegnato alla sconfitta dopo che le truppe sovietiche erano riuscite a sfondare la difesa delle armate tedesche e si stavano facendo strada verso Berlino. Secondo le ricostruzioni, il Furher, assieme alla moglie Eva Braun, si sarebbe tolto la vita ingerendo del cianuro, un veleno estremamente tossico per l’organismo. Sappiamo che prima di morire Hitler aveva ordinato di distruggere i suoi resti in modo tale che nessuno potesse impossessarsene e fare di loro dei trofei di guerra; fu proprio per questo motivo che nel pomeriggio del 20 Aprile, i resti del dittatore e della moglie vennero bruciati nel giardino della cancelleria del Reich, fuori dal bunker. Tuttavia non tutti i resti furono effettivamente distrutti dalle fiamme, tant’è che i resti del falò furono seppelliti.

Quello che attualmente resta del sanguinario dittatore è un cranio con parte di mascella e mandibola. Secondo alcune testimonianze, Hitler fu ritrovato morto nel suo sangue dopo essersi sparato con un colpo della sua pistola Walther PPK alla tempia destra; ipotesi avvalorata dal foro trovato sui resti del cranio. Non solo, dalle analisi condotte sui denti sono state individuate tracce di colore bluastro che potrebbero confermare l’ipotesi del cianuro.

Ad oggi si è arrivati alla conclusione che Hitler si è suicidato con un proiettile alla testa dopo aver assunto una compressa di cianuro.

Nonostante le recenti scoperte e verifiche effettuate sui resti di Hitler abbiano confermato quasi completamente le dinamiche della dipartita del dittatore, c’è anche chi crede che tutto questo faccia parte di una teoria complottista e che il Furher non sia veramente morto quel 30 Aprile nel suo bunker ma che sia piuttosto riuscito a fuggire in America Latina via mare o che si sia nascosto in una base in Antartide.

Foto baomoi.com

Gabriella

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